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Sospensione nell'atmosfera di piccolissime gocce d'acqua, che riduce
generalmente la visibilità orizzontale sulla superficie terrestre a meno
di un chilometro.
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Le nebbie frontali sono associate alla previsione del movimento dei fronti ed
alle connesse aree di precipitazione. Per esempio, nebbie si formano davanti al
fronte caldo, nel settore caldo al seguito del fronte caldo (quando il punto di
rugiada dell'aria calda è più alta della temperatura dell'aria fredda), o
dietro un fronte freddo in lento spostamento quando l'aria giunge a saturazione.
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(Previsione numerica). Metodo oggi universalmente adottato dai modelli locali per considerare
le condizioni
al contorno laterali. Consiste nella nidificazione del LAM
in un modello a scala maggiore consentendo di avere ai bordi del dominio
di integrazione dei valori reali e non arbitrari. Naturalmente,
l'affidabilità delle simulazioni del LAM è strettamente legata alla
qualità delle previsioni del modello a scala maggiore che fornisce i dati
(ad esempio, un modello
a scala globale).
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SNOW
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Precipitazione di cristalli di ghiaccio stellati, esagonali,
ramificati, fragili, spesso agglomerati in fiocchi.
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GRANULAR SNOW
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Precipitazione nevosa composta di granuli di ghiaccio di dimensioni
molto piccole (diametro in genere inferiore ad 1 mm), che non rimbalzano e
non si rompono cadendo su terreno duro.
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SOFT HAIL
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Precipitazione nevosa costituita di cristalli sferici del diametro da
2 a 5 mm.
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Costituisce la demarcazione tra territori innevati tutto l'anno e i
territori sgomberi da neve. Dipende dalla posizione altimetrica del
territorio, dalle temperature medie, dalla latitudine ed anche dal volume
delle precipitazioni solide.
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Progetto sviluppato negli Stati Uniti (presso Chicago), nell'ambito del
quale Wakimoto ha descritto l'evoluzione del fronte delle raffiche in
quattro stadi.
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Termine indicativo che serve a designare la forma
simbolica nel linguaggio corrente. In certi casi, questo N. di C. è
incluso come prefisso simbolico nella forma simbolica e permette, nelle
trasmissioni, di identificare senza esitazione il tipo di messaggio
(ad esempio, SPECI, TAF, ecc.).
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LEVEL OF NON-DIVERGENCE
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Il principio di compensazione di Dines stabilisce che deve esistere
almeno un livello di non divergenza nella troposfera. Questo livello è
chiamato "livello di non divergenza" (LND). Generalmente si
trova intorno ai 550 hPa, ma può essere molto variabile in relazione alla
stabilità atmosferica. Se si verifica convergenza al di sopra del LND,
deve manifestarsi divergenza al di sotto, e viceversa.
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Insieme di piccolissime particelle di acqua (liquida) o di ghiaccio,
oppure dell'una e dell'altro insieme, in sospensione nell'atmosfera.
Essa può anche contenere particelle d'acqua, allo stato liquido o solido,
di dimensioni più grandi, e particelle provenienti, per esempio, da
vapori industriali, da fumo, da polveri.
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E' determinata dalla quantità di luce riflessa, diffusa e trasmessa
dalle particelle che la compongono.
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Precipitazione estremamente violenta di carattere temporalesco, che in
breve tempo rovescia al suolo grandi quantità di acqua, producendo
ingrossamento e straripamento dei corsi d'acqua, allagamenti e frane.
Secondo certi autori si può parlare di nubifragi soltanto se la durata è
di almeno mezz'ora e l'intensità di precipitazione di almeno 40 mm in
mezz'ora, di 60 in un'ora, di 70 in due ore, di 80 in tre ore (BILANCINI).
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Nubi probabilmente composte da fini polveri cosmiche.
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(Previsione numerica). Tecniche a cui è necessario ricorrere per riuscire a discretizzare le
equazioni primitive
regolanti l'evoluzione dello stato dell'atmosfera
su una griglia spazio-temporale, in quanto queste equazioni non hanno
soluzione analitica. Le principali T.N. utilizzate per rappresentare su un
reticolo finito i termini delle varie equazioni sono le seguenti:
- Schemi alle differenze finite
- Tecniche spettrali
- Tecniche pseudospettrali
- Schemi agli elementi finiti
- Schemi di interpolazione.
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SAF (Satellite Application
Facility) per il supporto al nowcasting e alle previsioni a
brevissimo termine. E' uno dei due SAF "pilota" ed è sotto la
responsabilità del Servizio meteorologico spagnolo (INM). L'obiettivo è
quello di sviluppare software operativi in grado di produrre una
serie di prodotti ritenuti chiave per il supporto al nowcasting,
usando i dati provenienti dagli attuali satelliti polari NOAA
e dai i satelliti EUMETSAT MSG (geostazionario) ed EPS (polare). La parte
dello sviluppo dei software per i dati da satelliti polari è sotto
la responsabilità diretta del SMHI, mentre quella per la produzione del software
per i dati dell'MSG è sotto la responsabilità del INM, supportato da
Meteo France, dallo ZAMG e dallo SMHI (diapositiva
di Paolo Rosci, 2° Corso Aggiornamento Previsori Meteo).
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Superficie limite, posta ad una quota prossima ai 90 km, che separa l'omosfera
dalla soprastante eterosfera.
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Regione dell'atmosfera
che si estende dalla superficie terrestre fino a circa 100 km, ed in cui
la composizione chimica dell'aria resta costante e vale la legge dei gas
perfetti.
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Onda rappresentativa della severità dello stato del mare.
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Noto anche come metodo SMB [Sverdrup and Munk, (1943, 1947),
Bretshneider (1958)]. Metodo adoperato per caratterizzare lo stato del mare
in un paraggio nel breve periodo (ordine di grandezza dell'ora). Fornisce
l'altezza ed il periodo dell'onda
significativa a partire da relazioni empiriche in termini della velocità
del vento, dell'estensione del fetch
e della durata dell'evento eolico. Questo metodo è stato più volte
migliorato e costituisce l'approccio di previsione più largamente
utilizzato, a causa della sua semplicità ed efficienza.
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Vastissimi meandri estesi da 3000 a 6000 km, osservabili nella troposfera
superiore e nella stratosfera inferiore (tra i
4 e i 16 km di quota), che traslano generalmente verso est e si rinnovano
con continuità, originandosi di preferenza dal lato sottovento delle alte
montagne del globo.
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(Telerilevamento). Orbita percorsa da un satellite eliosincrono nel suo
moto dall'emisfero australe a quello boreale, rispetto all'equatore.
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(Organizzazione). E' svolto dal
CMR o
dalle Sezioni meteorologiche (UMA)
designati ad effettuare osservazioni meteorologiche delle nubi e delle
idrometeore mediante l'uso di apparecchiature radar installate al suolo.
Le sedi presso cui è svolto il S. di O.M.R. sono opportunamente scelte
per poter soddisfare sia le esigenze della meteorologia sinottica, sia
quelle dell'assistenza meteorologica alla navigazione aerea (da
"Istruzione MET n.6/81").
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Ossigeno la cui molecola è formata da tre atomi invece che da due
come per l'ossigeno normale.
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Regione dell'atmosfera compresa tra 15 e 60 km d'altezza, in cui l'ozono
si presenta in percentuale più sensibile (massima verso i 25 km). Essa
assorbe la radiazione ultravioletta proveniente dal Sole e rende così
possibile la vita sulla Terra.
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Con i P.S. furono effettuati i primi sondaggi
aerologici. Il P.S. portava degli apparecchi registratori i quali
ridiscendevano al suolo mediante un paracadute dopo lo scoppio del pallone
in quota. Questo metodo presentava l'inconveniente di non consentire
l'esame del sondaggio fino a che non fossero stati recuperati i
registratori.
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(Previsione numerica). Procedura matematica per cui i fenomeni
sub-grid (cioè non risolti dalla griglia), sono presi in
considerazione attraverso i loro effetti statistici sui flussi di scala
più grande. La P. si rende necessaria poiché detti fenomeni non possono
essere inclusi esplicitamente nei modelli
numerici di previsione,in quanto nelle equazioni discretizzate si
possono descrivere solo i fenomeni che avvengono su scala due volte più
grande della larghezza di griglia.
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Particolari disturbi originati dai temporali che rendono difficile o
persino impossibile l'uso delle radiocomunicazioni agli aerei che volano
in vicinanza della zona temporalesca.
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Piccola massa d'aria con proprietà termodinamiche costanti in ogni
suo punto e che non si mescola e non scambia calore con l'ambiente
circostante.
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PENMAN, FORMULA DI
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Formula climatologica che consente di calcolare l'evaporazione. Tiene
conto del bilancio della radiazione, della velocità del vento e
dell'umidità dell'aria.
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Intervallo di tempo impiegato da un satellite artificiale eliosincrono a
completare un ciclo di acquisizione di tutto il globo terrestre.
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(Telerilevamento). L'intero sistema sul quale sono montati i sensori,
ossia gli apparati che trasformano l'energia elettromagnetica proveniente da
una superficie in un segnale elettrico.
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(Telerilevamento). Elemento di superficie minima riconoscibile in
un'immagine.
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(Radarmeteorologia). Tipo di indicatore adoperato in radarmeteorologia. Si tratta di un
oscillatore che offre una veduta panoramica degli echi.
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Ciclone subsinottico, dell'ordine di centinaia di km. Vedi anche COMMA.
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Rappresentazione grafica delle statistiche dei venti.
Risultano evidenziate le più frequenti direzioni
del vento.
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Precipitazione molto fine sottoforma di
cristalli di ghiaccio. Si verifica quando il freddo è molto intenso, a partire dai -5°C sino ai
-10°C circa.
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La vaschetta del barometro a mercurio.
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PRECIPITATION
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Termine generico per tutte le idrometeore costituite da un insieme di
particelle d'acqua, liquide o solide, cristallizzate o amorfe, che cadono
dalle nubi e raggiungono la superficie terrestre. Comprende quindi la
pioggia, la neve, la grandine, ecc.
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Pressione esercitata su ogni unità di superficie terrestre da una
colonna d'aria, che ha come base questa unità di superficie e come
altezza il limite superiore dell'atmosfera a partire dal livello del mare.
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L'altezza barometrica letta allo strumento, corretta dell'errore
strumentale segnalato dalla casa costruttrice e ridotta alle condizioni
normali.
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Variazione regolare della pressione atmosferica legata
all'insolazione. Presenta il seguente andamento: aumenta dalle ore 3 alle
ore 9, diminuisce dalle ore 9 alle ore 15, aumenta di nuovo dalle ore 15
alle ore 21 e torna a diminuire dalle ore 21 alle ore 3. Si osserva che il
massimo del mattino è più do quello della sera mentre il minimo del
pomeriggio è più accentuato di quello del mattino. L'ampiezza di queste
oscillazioni della pressione raggiunge anche i 3 hPa ed è molto regolare
nelle regioni tropicali, mentre in quelle temperate è meno evidente e
raggiunge appena 1 hPa.
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Variazione della pressione atmosferica causate dallo spostamento delle
perturbazioni.
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Pressione esercitata al livello del mare da una colonna di mercurio
alta 760 mm, della sezione di 1cm2, alla temperatura di 0°C ed
alla latitudine di 45°.
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(Primo principio della termodinamica). Il lavoro compiuto durante
l'espansione dev'essere bilanciato da una uguale diminuzione dell'energia
interna della massa d'aria. Poiché l'energia interna è proporzionale
alla temperatura, durante l'espansione la massa d'aria si raffredda,
mentre una massa d'aria che viene compressa subisce un riscaldamento. I
cambiamenti di temperatura dovuti all'espansione o compressione di un gas,
senza che vi sia scambio di calore con l'esterno, vengono detti
adiabatici.
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Processi che non possono essere inclusi esplicitamente nei modelli
numerici di previsione, in quanto la loro fisica di base agisce a
livello molecolare e per i quali, quindi, sono sempre necessari schemi di parametrizzazione.
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Movimenti ascendenti e discendenti dell'aria satura senza
scambio di calore con l'esterno.
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Forma secondaria dell'anticiclone.
Si tratta di un incuneamento dell'area di alta pressione, da cui talvolta
si stacca per formare un centro anticiclonico indipendente. All'opposto
dell'asse della saccatura, l'asse del P. non può
mai coincidere con un fronte.
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(Previsione numerica). Tecniche numeriche che utilizzano
una serie spettrale troncata per approssimare le derivate; con questa
tecnica ibrida le operazioni lineari e quelle che coinvolgono derivate
avvengono nello spazio delle frequenze, mentre le moltiplicazioni non
lineari vengono calcolate nello spazio delle configurazioni. In linea
teorica, le T.P. sono più facilmente adattabili ai LAM
rispetto alle tecniche spettrali.
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(Tsw)
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Temperatura che viene ad acquistare una particella d'aria umida dopo
che venga fatta espandere adiabaticamente fino alla saturazione
(sollevamento adiabatico secco), e venga quindi riportata alla pressione
iniziale con un processo adiabatico saturo, con immissione di vapore
dall'esterno.
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Composto di innumerevoli piccolissime particelle di sostanze organiche
ed inorganiche, che per la loro leggerezza si trovano in sospensione
nell'aria, specialmente negli strati inferiori in quantità e qualità
molto variabili a seconda dei luoghi. Ha un ruolo importante nei processi
di condensazione.
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Voce del codice internazionale impiegato nelle radiotrasmissioni. Esprime la
pressione atmosferica corrispondente al livello del barometro; in pratica, indica la pressione al livello dell'aeroporto. Quando venga inserito in un altimetro di bordo, fa sì che esso indichi le altezze al di sopra della pista: all'atterraggio l'altimetro indica zero.
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Pressione ridotta al livello del mare. La regolazione degli
altimetri sul QFF è stata abbandonata nell'aviazione, sebbene permetta
al pilota di un aeromobile in navigazione di confrontare la sua
altitudine con quella dei rilievi con una approssimazione abbastanza
buona. Il QFF è utilizzato solamente per riportare il valore della
pressione sulle carte meteorologiche al suolo.
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Valore della pressione che si avrebbe al livello del mare se, partendo
dal valore della pressione letta al livello dell'aeroporto (pressione
vera), si aggiungesse a questa l'aliquota di pressione che compete in
atmosfera tipo all'altitudine della stazione
rispetto al livello medio del mare.
Col valore del QNH si mette in grado il pilota dell'aereo di regolare
l'altimetro di bordo in modo che il suo indice si disponga sul valore
della quota dell'aeroporto al momento dell'atterraggio.
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Quantità di energia emessa per unità di superficie e per unità di
intervallo di lunghezza d'onda da un corpo nero che si trovi ad una
temperatura assoluta T.
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In accordo con la teoria ondulatoria, può essere descritta come un'onda
piana armonica che si propaga nello spazio, consistente in due campi di
forza, elettrico e magnetico, ortogonali fra loro e rispetto alla direzione
di propagazione. Essa viene definita dalla lunghezza d'onda e dalla
frequenza.
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Radiazione ricevuta da una superficie unitaria orizzontale, somma
della radiazione diretta del Sole ridotta all'orizzonte e di quella
riflesso-diffusa dal cielo e dai sistemi nuvolosi (detta anche
diffusione). Di norma viene espressa in cal cm-2 min-1.
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Radiazione emessa dalla superficie terrestre (e dall'atmosfera) nella
parte dello spettro relativa alle onde lunghe, cioè nell'infrarosso.
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Misura precisa del vento in quota (anche con cielo coperto) ottenuta
per mezzo delle radiosonde
o dei palloni-sonda, la cui traiettoria viene seguita mediante un radar (o
altro procedimento radioelettrico).
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Una delle cause prevalenti della condensazione del vapor acqueo
nell'atmosfera. Il raffreddamento avviene per diminuzione della pressione
dovuta all'ascesa dell'aria dalla sua posizione iniziale.
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Quantità di vapore acqueo in grammi contenuta in 1 kg di aria
secca.
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Indica il numero di grammi di vapore acqueo necessario per saturare 1
chilogrammo d'aria
secca a temperatura e pressione fissate. Sul diagramma
termodinamico, le linee di ugual r. di m. alla s. sono indicate da
linee tratteggiate oblique.
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(Re)
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Indica se un fluido scorre in condizioni di
regime laminare o turbolento. Rappresenta il prodotto
della densità di una lunghezza caratteristica e di una velocità
caratteristica, tutto diviso per il coefficiente di viscosità. E' adimensionale, ossia è un numero puro.
Fino
a che questo numero è piccolo, il flusso rimane laminare.
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(Radarmeteorologia). Detto anche schermo di tipo E. Presenta l'ostacolo
in distanza ed altezza, lungo l'azimut del fascio emesso dal radar. Esso non
indica l'azimut dell'ostacolo, e, come per il tipo A, indica con buona
approssimazione la profondità in distanza dell'eco, specie degli echi
meteorologici.
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DIFFUSE REFLECTION |
Riflessione a cui è soggetta un'onda elettromagnetica incidente su una
superficie rugosa, con sparpagliamento
dell'energia in modo più o meno uniforme in tutte le direzioni.
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SPECULAR REFLECTION or REGULAR REFLECTION
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(Telerilevamento). Riflessione in una direzione precisa, determinata
dalle leggi dell'ottica geometrica, a cui è soggetta un'onda
elettromagnetica incidente su una superficie
liscia.
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Operazione con cui si individua la direzione del bersaglio mediante
l'angolo compreso tra un piano verticale di riferimento passante per il
punto di osservazione, e il piano verticale contenente questo punto e il
punto che si vuole rilevare.
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(Telerilevamento). Distanza entro la quale due oggetti appaiono
distinti.
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RADIOMETRIC RESOLUTION
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(Telerilevamento). Minima differenza di intensità che un sensore è
capace di rilevare e misurare tra due valori di energia raggiante.
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(Telerilevamento). Risoluzione data dalla larghezza della banda
(intervallo di lunghezza d'onda) dei canali impiegati.
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(Telerilevamento). Tempo intercorso tra due immagini successive della
stessa area.
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R
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(meteorologia dinamica). Grandezza adimensionale introdotta per
comprendere la scala di moto di un particolare fenomeno. E' definito dal
rapporto tra la velocità tipica del fenomeno (U), il parametro f di
Coriolis e la lunghezza caratteristica L: R = U/fL.
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Dette anche onde planetarie. Grandi ondulazioni nel flusso delle
correnti dovute alla variazione della forza di Coriolis con la latitudine.
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Precipitazione di acqua allo stato liquido o solido, di breve durata e
forte intensità; le gocce d'acqua o le particelle che costituiscono
questa precipitazione sono più grosse ed hanno maggiore velocità di
caduta che nelle precipitazioni ordinarie.
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Gocce d'acqua che si formano e si depositano sulle superfici fredde e
che sono dovute alla condensazione del vapore acqueo contenuto nell'aria
limpida circostante; si forma generalmente nelle notti serene a causa del
raffreddamento, per irraggiamento,
delle superfici stesse.
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(RVR)
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Distanza fino alla quale il pilota (i cui occhi per convenzione devono
trovarsi 5 metri al di sopra dell'asse della pista), a bordo di un
aeromobile posto sull'asse della pista, può vedere i segnali o le luci che
delimitano la pista o che illuminano il suo asse.
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Forma secondaria delle depressioni. Può presentarsi come una lingua o
un prolungamento di bassa pressione o come una striscia di bassa pressione
compresa fra due regioni di alta pressione. L'asse della S. spesso
coincide con un fronte, che
delimita due masse d'aria di diverso stato fisico.
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Il totale ammontare dei materiali solidi, espressi in grammo su un
kilogrammo di acqua di mare, quando tutti i carbonati sono stati
trasformati in ossidi, i bromuri e gli ioduri sostituiti dai cloruri e
tutta la materia organica è stata completamente ossidata.
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(SAF)
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(Telerilevamento). Progetto elaborato nel corso del 21° Council dell'EUMETSAT (Novembre
1992) con l'obiettivo di fornire ai Servizi meteorologici degli stati
membri, prodotti operativi in grado di sfruttare al meglio l'enorme mole
di dati da satellite ormai disponibile. I prodotti sono realizzati
congiuntamente in modo da unire ed utilizzare le migliori conoscenze
scientifiche e ridurne i costi di sviluppo. A tale scopo, sono stati
costituiti dei consorzi di Servizi meteorologici nazionali, ognuno dei
quali con un ben preciso obiettivo in termini di software e prodotti
operativi da produrre, con un Servizio Meteorologico di riferimento ed
altri che collaborano allo sviluppo (diapositiva
di Paolo Rosci).
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(Telerilevamento). Satelliti
artificiali che orbitano nello spazio ad altezze tali che il loro campo di
vista abbracci aree di superficie terrestre inosservabili da nessun
osservatorio terrestre fisso. Grazie ai S.M. è possibile il rilevamento su ampia scala delle
formazioni nuvolose associate ai fronti atmosferici e di quelle proprie di
una depressione. E così pure sono bene individuate anche le nubi
temporalesche dovute ad aria fredda in quota o a vortici freddi.
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(Telerilevamento). Messaggio di
osservazione da satelliti
meteorologici polari della serie NOAA.
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(Telerilevamento). Messaggio di
osservazione da satelliti
meteorologici geostazionari. Contiene informazioni sulla temperatura
del top delle nubi e su direzione e velocità del vento
calcolate tramite il movimento delle nubi stesse. Oltre a queste
informazioni, il SATOB fornisce anche la temperatura della superficie,
la percentuale di nuvolosità in una determinata regione, dati relativi
all'umidità e alla radiazione entrante e uscente dalla Terra.
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Sollevamento della neve dal suolo, dovuto a vento
forte e turbolento; in tal modo le particelle di neve possono essere
sollevate in quantità sufficiente per determinare riduzioni di visibilità
più o meno sensibili.
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Scaccianeve in cui la neve
viene sollevata in quota in misura tale che, all'osservatore, il cielo ed
anche il Sole risultino velati.
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Scaccianeve in cui la neve
viene sollevata così poco dal suolo che la visibilità
al livello dell'occhio dell'osservatore non ne risulta sensibilmente
ridotta.
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Ha due punti fissi, lo "zero" e il "cento", in
corrispondenza di due ben determinati fenomeni fisici. Si attribuisce lo
"zero" al ghiaccio fondente, il "cento" ai vapori
dell'acqua in ebollizione. La scala viene suddivisa in 100 parti; si
ottengono così 100 intervalli che si dicono gradi. I valori forniti si
indicano con °C.
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Comprende tutti quei fenomeni che si svolgono su lunghezze dell'ordine
delle migliaia di chilometri.
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SCATTEROMETER
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(Telerilevamento). Strumento installato a
bordo del satellite polare nippo-americano ADEOS_II e su quelli europei
ERS-2 ed ENVISAT.
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Curva determinata sperimentalmente da K.SCHARLAU, i cui
punti definiscono, su un diagramma cartesiano, per ogni valore di umidità
relativa, le corrispondenti temperature dell'aria oltre le quali
l'organismo umano medio e sano accusa disagio fisiologico. Vedi anche TEMPERATURE LIMITE PER IL DISAGIO CLIMATICO FISIOLOGICO.
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(Previsione numerica). Tecniche numeriche utilizzate per
cercare di minimizzare l'errore tra le soluzioni reali e quelle
approssimate delle equazioni differenziali, utilizzando una funzione come
base. Sono molto apprezzate nei LAM
perché molto accurate, in particolare per rappresentare schemi di
avvezione.
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(Previsione numerica).
Tecniche numeriche che utilizzano
sviluppi in serie di Taylor opportunamente troncati per approssimare i
termini differenziali. Trovano larga applicazione nei modelli locali,
grazie soprattutto alla relativa semplicità con cui si riescono a
rappresentare le equazioni sul grigliato ed alla loro semplicità
concettuale.
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(Previsione numerica).
Tecniche numeriche molto usate per
i LAM ed in cui l'andamento delle
variabili dipendenti è approssimato mediante l'uso di polinomi.
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Una delle forme bariche principali. Può formarsi in una regione
compresa fra due coppie di cicloni
ed anticicloni disposti a
croce. Le isobare assomigliano
a due rami di iperbole.
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(Previsione numerica). Metodo proposto da
SHUMAN ("Numerical Experiments with the Primitive Equations",
Met.Soc.Japan, Tokio, 1962) per evitare l'instabilità non lineare (aliasing).
Consiste nell'effettuare in ogni punto una media dei termini non lineari
su una maglia quadrata di lato Dx.
GRAMMELTVEDT ("A survey of finite-difference schemes for the
primitive equations for a barotropic fluid", Mon.Weath.Rev.,
Washington, 1969) ha dimostrato che, usando tale accorgimento,
l'instabilità non lineare sopravviene molto tardi, circa dopo trenta
giorni.
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La sensibilità di uno strumento è rappresentata dallo scarto minimo
apprezzabile sulla scala di uno strumento.
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Teoria elaborata da Theodore Von Kármán negli anni 1911-12 secondo
cui un corpo cilindrico, immerso in una corrente fluida che scorre
perpendicolarmente al suo asse, produce una serie a catena di vortici
sottovento.
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Variazione del vento in una direzione orizzontale.
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Variazione del vento con l'altezza.
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Comprendono esperienze pratiche e semplici rapporti teorici
relativamente alla distribuzione dei vari elementi meteorologici, ad
esempio l'andamento della temperatura e della pressione atmosferica e gli
spostamenti delle zone di alta e bassa pressione in riferimento a
situazioni precedenti. Vi si aggiungono poi dati sulla natura, proprietà
e spostamento dei fronti atmosferici e
l'individuazione delle correnti determinanti. Anche la situazione dei
venti in quota è importante.
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Tipi di circolazione che sono più o meno abituali in determinate
regioni.
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Attraverso osservazioni di una lunghissima serie di carte, si è
giunti a chiarire esattamente i rapporti tra distribuzione della pressione
e andamento del tempo. Le S.M.T. sono di grande aiuto nella previsione del
tempo e si collegano alla presenza di fronti freddi o caldi.
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(Metodo a strati). Metodo consistente in una
visione più realistica della teoria particellare, poiché si considerano
volumi d'aria non più puntiformi.
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Sound Detection And Ranging. Radar acustico che sfrutta l'effetto
Doppler.
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Regione dell'alta atmosfera (circa 70 km di quota) in cui compare il
sodio che, seppur in piccola proporzione (concentrazione massima 10-8%),
ha notevole importanza nei fenomeni luminosi.
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Sondaggio verticale dell'atmosfera effettuato con lo scopo di misurare
i valori della pressione, della temperatura e dell'umidità al di sopra di
un determinato luogo.
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Metodo introdotto da Gelci (1957) per caratterizzare lo stato del mare
in un paraggio nel breve periodo. Tiene in conto gli effettivi processi che
governano la generazione del moto ondoso, le interazioni tra le diverse
componenti armoniche e la dissipazione di energia dovuta ai frangimenti
parziali. Si basa sulla soluzione dell'equazione di bilancio energetico
spettrale in termini di uno spettro bidimensionale le cui componenti di
frequenza e direzione costituiscono gli elementi di una matrice. Vedi anche
ONDA SIGNIFICATIVA, METODO DELL'.
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SPECTRAL MODEL
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(Previsione numerica). Modello
numerico di previsione in cui, per aggirare il problema del
trattamento dei termini avvettivi lineari e per limitare il problema degli
errori di troncamento, invece di rappresentare i campi orizzontali per
mezzo di una discretizzazione a punti di griglia, li si decompone in
componenti di Fourier (o in un'altra qualsiasi base ortonormale (per esempio,
armoniche sferiche per un dominio sferico). Operando in tal modo, si può
superare il problema della instabilità CFL
ed aumentare il time step e si riduce l’errore di troncamento
dovuto al calcolo delle derivate spaziali.
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SPECTRAL TECHNIQUES
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(Previsione numerica). Tecniche numeriche in cui le
variabili dipendenti vengono trasformate nello spazio delle frequenze
usando una funzione come base (ad esempio, la trasformata di Fourier). Le
T.S. sono molto accurate e permettono di eliminare il fenomeno dell'aliasing.
Il metodo consiste nell'approssimare le variabili che compaiono nelle
equazioni con una serie di Fourier. Le T.S. trovano applicazione nei modelli
a scala globale.
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Insieme continuo di tutte le radiazione elettromagnetiche ordinate
secondo la loro lunghezza d'onda l, o la
frequenza n.
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SWT
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(Telerilevamento). Tecnica della finestra tagliata. Metodo basato su
algoritmi mediante cui è possibile ottenere una valutazione approssimata
della correzione da apportare alla temperatura di radianza telerilevata,
essendo questa sempre inferiore alla temperatura vera della superficie a
causa soprattutto dell'assorbimento del vapor d'acqua atmosferico.
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(Previsione numerica). (Anthes, 1983; Pielke, 1984). Una delle tecniche più comuni
utilizzata quando non si dispone per i LAM
di informazioni provenienti da un modello ad area maggiore o comunque si
ritiene di dover descrivere un fenomeno scarsamente influenzato da quanto
avviene al di fuori del dominio di simulazione. Mediante questa tecnica
viene introdotta una viscosità crescente vicino ai bordi laterali del
dominio in modo da smorzare le onde che si propagano verso l'esterno prima
che possano riflettersi all'interno.
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Agitazione locale del mare dovuta agli effetti combinati
del mare di vento e del mare
lungo (o mare morto).
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STAU o ADDOSSAMENTO OROGRAFICO
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Fenomeno caratteristico dovuto a correnti d'aria che incontrano un
ostacolo orografico. Sul lato sopravento si manifesta con scorrimento
ascendente dell'aria, raffreddamento e condensazione del vapore acqueo.
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Un perfetto radiatore (corpo nero) emette nel vuoto una
quantità di energia proporzionale alla quarta potenza della sua
temperatura assoluta.
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La circuitazione lungo una linea chiusa è uguale al prodotto
dell'area racchiusa dalla linea per la vorticità.
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Regione della mesosfera
che ha la capacità di riflettere le onde lunghe impiegate nelle
radiocomunicazioni.
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PLANETARY BOUNDARY LAYER
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Planetary Boundary Layer
(PBL). Porzione inferiore di atmosfera modificata profondamente dai flussi di
quantità di moto, di calore e di umidità provenienti dalla superficie
terrestre. Di solito la si considera suddivisa in due substrati (Bergstrom,
1986). In prossimità della superficie terrestre si trova una superficie o strato "interno" che copre circa il 10% dello spessore dello S.L.P. I flussi turbolenti e la direzione del vento sono
più o meno costanti con l'altezza in questa regione. Lo strato superficiale viene spesso descritto attraverso la teoria della
similarità di Monin-Obukhov. La parte superiore dello S.L.P. è nota come "esterno" o anche strato di Ekman (Ekman Layer, E.L.). Contrariamente allo strato superficiale, lo strato di Ekman
è caratterizzato dalla variazione dei flussi turbolenti e dalla rotazione del vettore vento con l'altezza.
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Limite superiore dello strato d'inversione dell'alta stratosfera
(ordinariamente verso i 50-55 km, dove la pressione atmosferica è di 1
hPa).
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Regione (situata fra la tropopausa e la stratopausa) in cui la
temperatura va generalmente crescendo con l'altezza.
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Aumento della temperatura della
stratosfera. Spesso, uno S. precede un'ondata
di freddo sull'Europa centrale che, dopo circa una decina di giorni,
finisce per interessare anche l'Italia. Secondo le teorie della
teleconnessione, uno S. intenso, caratterizzato da un vigoroso
riscaldamento, può generare violente ondate di gelo.
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Strumenti che consentono la lettura di un determinato campo di misura,
limitatamente in genere al momento dell'osservazione.
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Strumenti che permettono di osservare la continuità e l'andamento di
un determinato campo meteorologico in funzione del tempo.
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Movimento discendente dell'aria, con trasporto delle sue proprietà.
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Primo strumento meteorologico pienamente funzionante montato su un
satellite orbitante, l'Explorer 7, lanciato il 13 ottobre 1959. Sviluppato
da Verner Suomi e dai colleghi dell'Università del Wisconsin, consisteva di
emisferi, verniciati o di bianco o di nero, dotati di specchi in alluminio
retromontati, e posti sull'equatore di un satellite ruotante.
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(Telerilevamento). S. le cui asperità hanno dimensioni più piccole
rispetto alla lunghezza d'onda della radiazione incidente. Se le asperità
sono più grandi, la S. è detta rugosa.
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(Telerilevamento). S. le cui asperità hanno dimensioni più grandi
rispetto alla lunghezza d'onda della radiazione incidente. Se le asperità
sono più piccole, la S. è detta liscia.
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Superfici di uguale pressione, impiegate per rappresentare la
distribuzione della pressione nello spazio. Su ogni superficie isobarica
la pressione ha sempre lo stesso valore.
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Superfici di eguale temperatura, impiegate per rappresentare il campo
della temperatura nello spazio.
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Tabelle mediante cui, dalla differenza di temperatura tra termometro
asciutto e termometro bagnato, si ricava
direttamente il valore dell'umidità relativa
e della temperatura del punto
di rugiada. Le normali T. per ricavare il valore dell'umidità
relativa e della temperatura di rugiada sono calcolate la pressione vera
di 1000 hPa. Quando però la pressione vera è diversa da 1000 hPa occorre
apportare delle correzioni già calcolate su una tabella aggiuntiva.
L'operatore dovrà ancora riferirsi ad altre tabelle nel caso in cui il
bulbo del termometro rivestito è coperto di ghiaccio.
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(Telerilevamento). Messaggi che riportano le informazioni dei satelliti statunitensi.
Forniscono dati orbitali dei satelliti in orbita polare e vengono
trasmessi ogni giorno alle 1900 UTC sulla rete GTS (Global
Telecommunication Service).
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Complesso di teorie, tecniche di ripresa e metodi di elaborazione ed
interpretazione di immagini che permettono di ottenere informazioni su
oggetti, superfici o fenomeni mediante l'osservazione a distanza, ossia
senza il contatto diretto con essi.
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CONVECTIVE
TEMPERATURE
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Temperatura che deve essere raggiunta presso il suolo per dare inizio
alla formazione di nubi cumuliformi mediante riscaldamento solare degli
strati atmosferici prossimi al suolo. Per ottenere la T.C. attraverso un
diagramma termodinamico, bisogna prima tracciare il livello di
condensazione per sollevamento convettivo, e poi seguire l'adiabatica
secca in giù fino alla isobara relativa alla pressione al suolo.
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La temperatura dell'aria subisce delle variazioni regolari
o accidentali. Le variazioni accidentali dell'aria sono legate allo stato
del cielo, e quindi agli spostamenti delle varie perturbazioni
atmosferiche,
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La temperatura dell'aria subisce delle variazioni regolari o accidentali.
Le variazioni regolari sono quelle a carattere diurno e legate all'altezza
del Sole nel corso della giornata. In condizioni normali, la variazione
diurna della temperatura è la seguente: incomincia ad aumentare subito
dopo il sorgere del Sole per raggiungere il massimo un'ora o due dopo il
passaggio del Sole al meridiano del luogo; successivamente diminuisce sino
a raggiungere il valore minimo poco prima dello spuntare del Sole.
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FROST POINT
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Temperatura alla quale si deve raffreddare l'aria umida affinché
questa diventi satura rispetto al ghiaccio mantenendo costante la
pressione di vapore.
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(td)
DEW POINT
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Temperatura alla quale, a parità di pressione, si può portare una massa d'aria umida
perché la sua umidità specifica diventi massima e raggiunga quindi il suo punto di
saturazione.
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(Tw o tw)
WET-BULB TEMPERATURE
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E' la temperatura più bassa alla quale può raffreddarsi, mediante evaporazione, una massa d'aria a pressione
costante. In termini più rigorosi, è definita come la temperatura che
acquisterebbe una determinata massa d'aria quando, seguendo un processo
adiabatico a pressione costante, venisse portata alla saturazione per
evaporazione di acqua a spese del calore specifico ceduto dall'aria
stessa.
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Temperatura che definisce una scala delle condizioni
termiche equivalenti tra due situazioni ambientali paritetiche, una
caratterizzata da determinati valori d'umidità e di movimento dell'aria e
l'altra con calma di vento in condizioni di saturazione (umidità relativa
al 100%), nelle quali un organismo umano normale sperimenta
identiche sensazioni fisiologiche di caldo o di freddo.
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(Te)
EQUIVALENT TEMPERATURE
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Temperatura che una massa d'aria, tenuta a pressione costante, assumerebbe se il vapor acqueo in essa contenuto condensasse e se il
calore latente di condensazione liberato fosse usato per aumentare la sua temperatura.
Viene espressa in °C ed è costante nei processi
umidoadiabatici. Si calcola aggiungendo alla temperatura effettiva
dell'aria il prodotto di 2.5 per l'umidità specifica.
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(Qe)
EQUIVALENT POTENTIAL TEMPERATURE
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E' la temperatura equivalente portata adiabaticamente a 1000
hPa. Per molti anni, la T.E.P. è stata considerata dai meteorologi molto
importante, specialmente per l'identificazione della proprietà delle
masse d'aria e delle loro trasformazioni. Al di là di ogni
sopravvalutazione, essa comunque rende più agevole l'esame
dell'instabilità connessa allo sviluppo dei temporali
convettivi.
Come si calcola?
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Entro intervalli molto lunghi di tempo, è pressoché
costante.
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Temperatura media del sistema Terra-atmosfera.
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(Q)
POTENTIAL TEMPERATURE
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Temperatura che una massa d'aria, inizialmente a pressione p e temperatura T, assumerebbe se venisse portata adiabaticamente alla pressione di 1000
hPa. E' un elemento conservativo delle masse d'aria secche e il suo
logaritmo è proporzionale all'entropia dell'aria. Generalmente, la T.P. aumenta con la quota.
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(Qw)
WET-BULB POTENTIAL TEMPERATURE
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E' la temperatura di bulbo bagnato portata adiabaticamente a 1000
hPa. E' un elemento conservativo sia delle masse d'aria secche (ed umide
non sature) sia delle masse d'aria sature. Rispetto alla temperatura
pseudopotenziale (Qp), si presta
meno agli usi pratici in quanto ad una data differenza di Qp corrisponde una differenza molto minore dei valori di
Qw.
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(TP)
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E' la temperatura che assumerebbe una massa d'aria se essa fosse fatta
salire e raffreddare adiabaticamente (processo adiabatico secco) fino a
raggiungere la saturazione; successivamente fosse fatta raffreddare ancora
adiabaticamente (processo adiabatico saturo) fino al limite
dell'atmosfera, in modo da far condensare o precipitare totalmente il
vapore acqueo contenuto, e, infine, venisse riportata adiabaticamente
(processo adiabatico secco) alla pressione originaria con la sua
temperatura aumentata del calore latente liberato.
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TEMPERATURA PSEUDO-
EQUIVALENTE
POTENZIALE
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(Qp)
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Nome con cui è più comunemente nota la temperatura
pseudo-equivalente potenziale. E' la temperatura
pseudo-equivalente portata adiabaticamente a 1000 hPa. E' una grandezza conservativa sia delle masse d'aria secche
(ed umide non sature) sia delle masse d'aria sature, e perciò abbastanza
rappresentativa delle proprietà di un corpo d'aria omogeneo. Inoltre, è
quasi-conservativa rispetto a variazioni di temperatura dovuta ad
evaporazione di pioggia cadente, mentre non è conservativa per variazioni
non adiabatiche di temperatura (ad esempio per radiazione) e di umidità. Nella pratica,
risulta utile insieme alla temperatura potenziale per la valutazione
delle condizioni di stabilità dell'atmosfera.
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La temperatura che una massa d'aria ha nella libera atmosfera.
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Tv
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Temperatura a cui andrebbe portata una massa d'aria
secca, perché, alla stessa pressione, avesse la stessa densità di una
massa d'aria umida.
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Indice numerico che fornisce una valutazione esattamente opposta rispetto al
Wind chill: esprime quanto del disagio bioclimatico è da addebitarsi all'azione
del calore e dell'umidità atmosferica. Generalmente, valori superiori a 92
sono da considerarsi molto dannosi per l'organismo umano.
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Complesso di condizioni meteorologiche che possono essere associate a
determinate configurazioni della circolazione.
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Temporale generato dal riscaldamento diurno della superficie del
terreno o, in montagna, dall'incontro del vento con i pendii. Si forma
prevalentemente durante le ore pomeridiane, e la sua durata oscilla
mediamente fra i venti minuti e l'ora e mezzo.
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Temporale generato dall'innalzamento dell'aria più calda durante il
movimento di un fronte. Poiché i temporali di natura frontale si spostano
col fronte che li genera, possono durare anche diversi giorni, e, prima di
esaurirsi, possono coprire distanze di migliaia di chilometri.
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SURFACE PRESSURE TENDENCY
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Variazione di pressione, registrata sul diagramma nell’intervallo di
3 ore, ossia tra un’osservazione sinottica e la precedente.
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Vedi PRESSIONE DI VAPORE.
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Massa d'aria calda ascendente che si muove con velocità che va da
pochi centimetri a qualche decina di metri al secondo.
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E' uno dei due termometri dello psicrometro.
Il bulbo è ricoperto da una guaina di garza che viene imbevuta di acqua distillata.
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Limite superiore della ionosfera (o termosfera).
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Diagramma di riferimento per il calcolo dell'indice di Showalter.
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Diagramma
termodinamico avente in ascisse le temperature in scala lineare e in
ordinate il logaritmo naturale della temperatura
potenziale oppure l'entropia in scala lineare.
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Carte topografiche dei vari livelli barici, costruite quota per quota
con i dati dei sondaggi di tutte le stazioni. Oltre che mezzo di analisi e
di utilizzazione sinottica dei dati in quota, esse permettono ai servizi
meteo di assolvere i propri importanti compiti tecnici, come la previsione
del tempo, l'assistenza al volo, ecc.
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Rappresentazioni
grafiche delle altezze di una superficie isobariche rispetto non al
livello del mare, ma ad un'altra superficie isobarica sottostante. Si costruiscono per conoscere il mutuo andamento di due superfici isobariche e cioè l'andamento di ognuna di esse rispetto all'altra.
Ciò consente di vedere dove esse si avvicinano e dove si allontanano e quindi di conoscere l'andamento degli spessori dello strato d'aria limitato dalle due superfici isobariche. La conoscenza degli spessori fornisce indicazioni sulla
densità e quindi sulla presenza di corpi d'aria fredda (bassi spessori) e di aria calda (alti spessori).
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TRAJECTORY OF AN AIR PARCEL
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(meteorologia dinamica) Il percorso seguito da una particolare
particella d'aria in un periodo di tempo finito.
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E' una particolare idrometeora, caratterizzata da un moto vorticoso e
violento dell'aria, che discende dalla base di un cumulonembo ben
sviluppato. Il movimento rotatorio forma un tipico imbuto (o cono) con la
base in alto; nell'interno del vortice vi è una depressione, talvolta
anche notevole.
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(Previsione numerica). Errore che si
manifesta nei modelli numerici di previsione quando si sostituiscono le
equazioni a forma continua con quelle alle differenze finite. Genera
irregolarità che possono crescere e sovrapporsi come un rumore alle onde
meteorologiche.
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Superficie di discontinuità abbastanza netta, caratterizzata, tra
l'altro, dal fatto che la temperatura cessa improvvisamente di diminuire allorché
ci si innalza. Questa superficie divide due strati
dell'atmosfera che hanno proprietà ben distinte.
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Tropopausa caratterizzata da valori della
vorticità potenziale isentropica
prossimi alle due unità. Tracciando le curve di livello, possono essere
compilate delle carte di T.D. particolarmente utili per l'individuazione
della turbolenza in aria chiara.
Infatti le curve di livello consentono di puntualizzare le aree con intensi
gradienti. Se a queste aree sono associate forti correnti in quota, possiamo
dedurne, oltre al movimento orizzontale, anche moti discendenti, che
rivelano una diminuzione significativa della T.D. e produzione di turbolenza
in aria chiara.
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Strato situato al di sotto della tropopausa.
E' lo strato nel quale si verificano i fenomeni atmosferici (fronti, nubi,
temporali, ecc.) che costituiscono il tempo.
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Irregolarità di movimento, consistente in pulsazioni rapide della velocità dell'aria e in movimenti vorticosi, che si
sovrappone al movimento medio dell'aria atmosferica.
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CLEAR AIR
TURBULENCE
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Turbolenza che è possibile incontrare
generalmente verso la tropopausa
in vicinanza delle correnti a getto. E' frequente nell'alta troposfera
e nella bassa stratosfera. Può essere prevista
mediante l'analisi della situazione meteorologica ed essa è spesso
collegata alla presenza di nubi caratteristiche, soprattutto di banchi di
altocumuli lenticolari. Una tecnica per individuare questo tipo di
turbolenza, si avvale delle carte di tropoausa dinamica e delle immagini
satellitari nel canale di assorbimento del vapor acqueo.
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Turbolenza dovuta agli attriti e alle irregolarità del terreno.
Prevale negli strati inferiori, per diventare insignificante verso i
2500-3000 metri e al di sopra, salvo nelle regioni con rilievi importanti.
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Detta anche di Darmstadt. Fornisce una valutazione approssimativa
della turbolenza in volo.
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T. dovuta ad una instabilità termica. E' predominante alle quote
medie della troposfera. Si accompagna alla
formazione di cumuli o di cumulonembi.
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Quantità di vapore acqueo contenuta in 1 metro cubo di aria.
Viene espressa in grammi per m3.
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RELATIVE HUMIDITY
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E' definita come il rapporto tra la pressione di vapore effettiva (e) e la
pressione di vapore saturo (es), normalmente espresso in
percento. E' la proprietà del vapore acqueo più frequentemente
osservata, e può essere utilizzata per ricavare le altre variabili.
Viene espressa in %. Questo rapporto viene chiamato anche stato
igrometrico dell'aria.
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Quantità di vapore acqueo in grammi contenuta in 1 kg di aria umida.
Si esprime in grammi di vapore per chilogrammo di aria umida.
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Saccatura molto allungata in genere di
origine atlantica.
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Quantità che varia continuamente nello spazio e nel tempo. E' una
funzione continua e differenziabile. Le V. di C., dette anche
semplicemente campi, si distinguono in scalari (ad es., pressione,
densità e temperatura) e vettoriali (ad es., velocità).
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WORLD WEATHER WATCH
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Programma istituito nel 1963. Coordinato dall'OMM (Organizzazione
Meteorologica Mondiale), permette agli stati membri di scambiarsi
reciprocamente i dati provenienti dalle reti nazionali di rilevamento, al
fine d produrre analisi meteorologiche a scala globale.
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VELOCITA' LOCALE
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(Telerilevamento). Velocità della traccia al suolo sulla superficie
terrestre segnata da un satellite artificiale eliosincrono.
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Componente verticale del moto. La V.V. è
strettamente legata alla fenomenologia meteorologica (precipitazioni,
nebbie, nefogenesi, nefolisi, ecc.). Poiché il suo ordine di grandezza è
di mm/s o cm/s, la sua determinazione costituisce una delle maggiori
difficoltà in meteorologia. Solo raramente raggiunge il dm/s, tendendo
al m/s solo in fenomeni convettivi particolarmente vistosi. Si determina
indirettamente, mediante altri campi misurati.
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Venti settentrionali di una certa intensità prevalenti sul
Mediterraneo orientale e sull'Egeo nella stagione estiva (più
precisamente fra maggio e novembre, con massimo in luglio-agosto). La
causa degli etesi sta in parte nel carattere monsonico della circolazione
fra le masse d'aria calde dell'Asia Minore e quelle fresche del
Mediterraneo, e in parte all'anticiclogenesi sui Balcani.
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Comprendono gli alisei e i
venti occidentali delle medie latitudini. Rappresentano la componente
maggiore della circolazione generale dell'atmosfera.
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Venti che possono variare, ma che spirano quasi sempre
proveniendo
da un medesimo settore.
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Venti, di solito, dovuti agli effetti di lineamenti geografici come le
catene montuose.
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Comprendono le brezze marine, i monsoni e i cicloni.
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Consiste in un movimento orizzontale dell'aria provocato dalle
differenze di pressione atmosferica. E' definito dalla sua direzione e
dalla sua forza o, più esattamente, dalla sua velocità.
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Vento diretto generalmente lungo il gradiente
barico. Esempi di V.A. sono le brezze di terra e di mare ed i venti di
monte e di valle.
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(meteorologia dinamica). Vento che si ha, in condizioni di equilibrio
dinamico, quando l'aria percorre di moto uniforme una traiettoria
circolare. In tali condizioni di fanno equilibrio la forza
di gradiente, la forza
deviante e la forza
centrifuga.
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Direzione di provenienza del vento. Si può
indicare mediante la rosa dei venti.
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Moto delle particelle d'aria quando è presente la sola forza
di gradiente.
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(meteorologia dinamica). E' un vento inerziale, di equilibrio
dinamico, nel quale la forza
deviante equilibra la forza
di gradiente (GH). Esso corre parallelamente alle isobare,
lasciando le basse pressioni alla sua sinistra.
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-
Spira lungo le linee di ugual spessore della topografia relativa
p1/p2 (isopache), dove p1 e p2 (p1<p2) sono superfici isobariche,
lasciando i valori bassi a sinistra;
-
E' diretto lungo le isoterme medie e
lascia a sinistra l'aria fredda;
-
Il calcolo del V.T. permette anche di determinare se in uno strato
atmosferico l'avvezione è calda
o fredda.
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(Telerilevamento). Uno dei componenti del sistema televisivo montato sui
satelliti meteorologici. Si tratta di uno schermo elettrostatico nel piano
focale, che converte l'immagine ottica in un'immagine elettrostatica.
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()
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(meteorologia dinamica). Coefficiente introdotto per esprimere la
forza tangenziale che si esercita su un elemento di superficie separanti
due strati e che è dipendente dalla differenza di velocità degli strati
stessi.
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La più grande distanza alla quale degli oggetti di rilievo, alberi,
case, possono ancora essere identificati distintamente a occhio nudo da un
osservatore dotato di una vista normale. Essa può variare enormemente a
seconda delle circostanze.
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Il V.P. è una configurazione ciclonica che
influenza tutto l'Emisfero nord, dall'Europa alla Siberia, al Nord
America: in Europa, le depressioni d'Islanda investono pesantemente le
regioni settentrionali, con correnti occidentali miti. Altrove si
rinnovano i cicli dell'Anticiclone delle Azzorre, con valori che alla
topografia di 500 hPa sono elevatissimi. Quando il V. P. tende a
diminuire la sua vitalità, per cause naturali ancora sconosciute,
innesca una maggiore dinamicità atmosferica alle medie latitudini e
quindi conseguenti possibilità di fasi di freddo acuto anche in Europa.
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(meteorologia dinamica). Vettore avente la direzione dell'asse di rotazione e la grandezza uguale al doppio della
velocità angolare di rotazione. La V. si esprime matematicamente mediante semplici relazioni fra le
velocità del vento e le sue variazioni da un punto all'altro. Pertanto è
possibile calcolare la V. disponendo dei valori del vento. Esiste una stretta connessione tra la distribuzione della
V. ed i fenomeni del tempo. (Trattazione
matematica).
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Grandezza che normalmente aumenta con l'innalzarsi della quota della
troposfera. Assume valori da prossimi allo zero al suolo sino a 2 unità. Può
essere utilizzata per individuare la tropopausa dinamica.
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Zona posta tra i 35° e i 60° di latitudine in entrambi gli emisferi,
caratterizzata dalla presenza di venti occidentali e da numerose
depressioni, tempo mutevole e clima generalmente temperato.
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(Telerilevamento). La massima emissione si ha ad una lunghezza d'onda
che è inversamente proporzionale alla temperatura.
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Equazione empirica introdotta per descrivere quale sia la
reale temperatura avvertita da un organismo umano in relazione alla
temperatura dell'aria libera e alla velocità del vento. Il wind chill è
sempre pari alla temperatura effettiva dell'aria quando la velocità del
vento è uguale o minore a 4 nodi. (Approfondimento,
Software, Formula).
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Variazione del vento nella libera atmosfera. Si tratta di una improvvisa
e sensibile variazione della direzione e/o dell'intensità del vento in una
data direzione. Si definiscono le seguenti forme di W.S.:
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-
W.S. orizzontale;
-
W.S. verticale;
-
W.S.dei
venti verticali;
-
W.S. associato alle correnti a getto.
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DOLDRUMS
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HORSE LATITUDE
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Fascia di pressione bassa e uniforme posta in prossimità
dell'equatore e caratterizzata da calme o da venti deboli variabili,
interrotta occasionalmente da groppi, abbondanti rovesci e tempeste. Ha
una posizione asimmetrica rispetto all'equatore matematico e può essere
definita come equatore meteorologico. Segna il confine tra due zone in cui
i venti, denominati alisei, sono insolitamente costanti.
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Movimento globale dell'aria secondo i paralleli.
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Fasce di alta pressione che si estendono a 30° di latitudine N e S,
con venti generalmente deboli, note un tempo come calme tropicali.
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