Carta d'identità dell'Adriatico
di ANNA MARIA PASTORELLI
Biologa Marina
L' Adriatico
è il bacino più continentale del Mare Mediterraneo, si sviluppa per una
lunghezza di 800 km e per una larghezza di 200 km, con una profondità media di
250 m ed una profondità massima di 1.200 m in corrispondenza della "fossa
sud adriatica".
L'apporto di grandi quantità di acque dolci, dovute ai fiumi che sfociano nella
parte più settentrionale del bacino, determina una diminuzione della salinità
delle acque marine in quell'area, mentre nella zona più meridionale sono
presenti acque più calde e salate (38‰) che si mescolano con quelle che
provengono dallo Jonio.
Tutto ciò provoca la presenza di tre strati d'acqua a differente densità che,
unitamente al moto di rotazione della Terra e dei venti, instaurano un sistema
ciclonico di circolazione generale delle acque in senso antiorario. Infatti
distinguiamo uno strato superficiale del bacino settentrionale (influenzato da
acque di origine fluviale e quindi poco salato), uno strato intermedio di
origine jonica più caldo e salato, che penetra attraverso il Canale d'Otranto,
lambisce le coste iugoslave sino al Golfo di Trieste e Venezia, dove perde parte
del suo calore e si diluisce con le acque dei fiumi, infine uno strato profondo,
caratterizzato da acque dense, che si origina in inverno nell'Adriatico
settentrionale, lambisce le coste italiane e giunge sino allo Jonio.
A causa delle caratteristiche oceanografiche e geomorfologiche, il mare
Adriatico viene suddiviso in tre bacini.
Il bacino settentrionale risente della presenza dei fiumi che trasportano in
mare una grande quantità di sedimenti e sali nutritivi, per cui presenta,
prevalentemente, fondi incoerenti con profondità media di 70 m ed acque
eutrofiche, e si estende sino al traverso di Ancona.
Il bacino del medio Adriatico, che da Ancona giunge sino al traverso dell'isola
di Pianosa, presenta una profondità media un po' più elevata ed è
caratterizzata dalla presenza della fossa medio adriatica "Fossa di
Pomo" che raggiunge i 250 m di profondità.
Il bacino meridionale presenta caratteristiche ecologiche e talassografiche del
tutto peculiari che lo differenziano nettamente dal restante bacino Adriatico;
le sue acque, a causa dell'assenza di rilevanti apporti fluviali, si presentano
particolarmente trasparenti e povere di sali nutritivi. I fondali raggiungono
profondità elevate; a sud del Gargano è ubicata la "Fossa del basso
Adriatico" che è costituita da un'ampia depressione, con ripide pareti ed
una estesa piattaforma alla profondità di circa 1.200 m .
A queste condizioni di oligotrofia delle acque fa eccezione il Golfo di
Manfredonia, infatti, in questa area, la presenza del promontorio del Gargano,
che ripara il Golfo dai venti settentrionali, rallenta il flusso della corrente
discendente determinando la formazione di correnti circolari. Queste favoriscono
la sedimentazione e la concentrazione dei sali nutrienti sversati in mare dal
fiume Ofanto e dai torrenti minori (Carapelle, Cervaro e Candelaro), dagli
scarichi urbani dell'entroterra e dalle acque di drenaggio dei terreni agricoli.
La concentrazione dei sali di fosforo ed azoto raggiunge, pertanto, valori
simili a quelli riscontrati in alcune aree dell'alto e medio Adriatico.
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